Sempre più spesso sentiamo delle persone che si ostinano a non voler installare un sistema di allarme in casa per la convinzione che, in fondo, non serva a nulla. Di solito, la persona interessata sostiene: “ma riescono ad entrare persino nelle banche e nei magazzini delle aziende. Cosa vuoi che possa fare un sistema di allarme in casa?! I ladri sanno sicuramente come aggirarlo o come eliminarlo!”

Davvero?
Come si aggira o elimina un sistema di allarme?

Come sapete ci occupiamo della protezione di cose e persone da molti anni e quindi conosciamo bene il problema. Se ci seguite per qualche minuto vi mostreremo come stanno effettivamente le cose.

Il nostro sistema di allarme “tipo” 

La stragrande maggioranza dei sistemi di allarme attualmente richiesti in commercio sono sistemi “wireless” composti da una centralina che comunica con i sensori attraverso una piccola rete radio locale. Sostanzialmente la centralina è un piccolo computer e la frequenza di comunicazione che generalmente viene utilizzata in Europa è la 433 MHz e la 868 MHz. I sensori sono solitamente dei sensori “a contatto” sugli stipiti delle porte e delle finestre, supportati da sensori IR/Volumetrici che sorvegliano gli interni. I più completi hanno dei sensori di movimento all’esterno della casa che sorvegliano gli ingressi anche quando le porte e le finestre vengono lasciate aperte (ad esempio, di notte, d’estate…). L’allarme viene inviato da un combinatore telefonico fisso (PTSN) o cellulare (GSM/GPRS) che avverte i proprietari e/o le forze dell’ordine con una chiamata voce e/o con un SMS. La sirena è quasi sempre presente con il compito di avvisare subito il vicinato o comunque mostrare il punto preciso dell’evento.

Generalmente, per i sistemi meno complessi, per usarlo è sufficiente saper spingere un solo pulsante: “acceso” e “spento”, ovviamente con il codice di sicurezza.

I possibili punti di attacco

Per i nostri lettori del Trentino-Alto Adige, in linea di principio, ci siamo trovati principalmente di fronte a questi tipi di attacchi, specialmente su impianti “NON professionali”:

1. Scivolando sotto i sensori.

2. Tagliando l’alimentazione elettrica (ove possibile).

3. Tagliando i fili del telefono.

4. Interferendo in qualche modo con il segnale radio del telecomando.

5. Interferendo in qualche modo con il segnale radio tra sensori e centralina, cioè usando il cosiddetto “jamming” (disturbo intenzionale)

6. “mascherare” uno o più sensori.

7. Sfasciando la centralina.

8. Sfasciando o rimuovendo i sensori.

9. Sabotaggio sirena esterna con schiuma o vandalizzazione di essa.

Tolti dall’elenco gli attacchi senza speranza di successo e più rozzi ed inefficaci, ne restano soltanto alcuni da esaminare, ma lo vedremo nel prossimo articolo!

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